Obiettivo
L'azione delle agenzie che lavorano sui problemi sociali e lavorativi delle persone opera sulla base della separazione verticale dei target e, soprattutto in riferimento agli interventi di 'bassa soglia', con modalità fortemente caratterizzate a livello identitario.
Fronteggiando persone con problematiche multidimensionali si produce in ciascun servizio un tentativo di risposta globale, onnipotente e frustrante al contempo.
L'attuale rete metropolitana dei servizi offre azioni spesso indifferenziate, che contribuiscono a disorientare il cliente.
L'azione della PS intende ricomporre le agenzie che operano sul territorio, chiedendo un potere di interferenza progettuale, organizzativa e di innovazione sugli assetti futuri dei servizi.
La razionalizzazione degli interventi comporta una maggiore specificità degli stessi, attraverso il processo di negoziazione fra i soggetti che è al centro delle attività della PS.
La tracciabilità degli interventi, che favorisce le funzioni di riscontro (monitoraggio e valutazione) delle azioni contribuisce a sua volta a ottenere un modello di funzionamento che favorisce l'apprendimento collettivo e il miglioramento continuo.
Il programma di lavoro si articola in varie fasi; la prima realizza analisi di benchmarking dei modelli di intervento, azioni formative rivolte ai beneficiari finali, focus group, consulenza sui protocolli di funzionamento del progetto; la seconda interviene sull’inclusione e sull’occupabilità attraverso l’erogazione di servizi di accoglienza, analisi della domanda, stipula di patti di reciproca responsabilità per l’integrazione di strumenti per l’occupazione, orientamento e bilancio delle competenze; la terza realizza l’adeguamento dei sistemi e delle strutture, capitalizza i risultati sul territorio.
Destinatari
L’intervento focalizza la proprio attenzione prevalentemente verso le persone di età avanzata sprovviste dei requisiti di base per poter accedere e usufruire dei nuovi servizi decentrati per l’impiego e i sistemi di inserimento lavorativo.
I fattori di svantaggio individuati sono riconducibili a tre tipologie che la ricerca sociale individua come deficit di capitale economico, sociale e culturale. La separazione tra gli strumenti di welfare lavorativo e quelli di welfare tradizionale impedisce il generarsi di un welfare integrato.
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